Caffè e spremuta (finalmente insieme)
Una conversione lenta, un sapore che non mollo più. Per anni — credetemi, per anni — mi faceva ribrezzo. E ora invece...
Per anni — credetemi, per anni — se c'era una cosa che mi faceva schifo, era bere la mattina la spremuta d'arancia in abbinamento al caffè. Prima o dopo, non cambiava: non volevo quel misto di acido e amaro in bocca. Sarà stato perché il caffè lo bevevo con il latte o perché per me erano due mondi distanti. O forse colpa dell'autogrill, dove per anni la spremuta era in offerta con caffè e brioche, e tu la prendevi per dovere, per risparmiare, non certo per convinzione e ricordo aspettavi un po’ a distanza consumavi prima la spremuta e poi il caffè mangiando nel frattempo qualcosa.
Eppure qualcosa, lentamente, si è insinuato in me. Senza che me ne accorgessi.
“Un po’ alla volta si è insinuata in me questa cosa” — ed è esattamente così che funzionano le conversioni vere: non hai un momento preciso in cui decidi, te ne accorgi e basta. Funzionerà così anche con l’illuminazione? (nel senso alchemico si intende).
Prima mi sembrava una di quelle idee bislcche di Homer Simpson (Noccioline e gomma da masticare finalmente insieme), adesso — a cinquant'anni e passa, come dico sempre con un misto di rassegnazione ma anche di orgoglio— sono arrivato a bere la spremuta e il caffè anche uno di seguito all'altro, finalmente insieme. Di solito prima il caffè, poi la spremuta. E mi piace. Mi piace davvero. Quella cosa in bocca dove senti tutt'e due i sapori insieme, il caffè e l'arancia, la mattina che sa di entrambi. È diventata la mia routine delle 7, 7 e mezza. Il sapore ufficiale del mattino.
Poi ho letto — non ricordo dove, uno di quei pezzi che ti capitano per caso ma proprio nel momento giusto — di una catena di caffetterie cinese che fa concorrenza a Starbucks in giro per il mondo. E indovinate qual è uno dei loro prodotti di punta? Caffè e succo d'arancia nello stesso bicchiere. Insieme. Mischiati. Non uno dopo l'altro come faccio io, proprio nello stesso bicchiere. Lo chiamano "orange espresso" o "orange juice Americano", è diventato un fenomeno su TikTok, i bar di mezzo mondo lo servono e io che abito a Milano da più di 10 anni ormai, ancora non l’avevo saputo, ed è anche vero che mai nessuno me ne aveva parlato (se non quell’articolo letto non tanto per caso). Pazzesco!
La cosa bella è che non è nemmeno un’invenzione recente: ci sono tracce di questa combinazione almeno dal 2004, solo che nessuno ne parlava e Tik Tok non c’era. Come tante cose: esistevano già, aspettavano solo che qualcuno le notasse.
Io nel frattempo, da solo, per vie traverse — sarà grazie all’autogrill, alla pigrizia mattutina e all’età che avanza — ero già arrivato lì.
Vi avverto: nel mio caso non è stato un percorso secco, lineare. C’è stato pure un periodo in cui ho smesso del tutto con il caffè — forse convinto da qualcuno che facesse male, era il mio periodo ortolettico (occhio all’ortolessia, problema, allarmatevi se state a leggere troppo le etichette e a stare attenti a questo e quello), quello in cui controlli tutto quello che metti in bocca e ti senti virtuoso per questo, è molto pericoloso. È durato il giusto. Finita l’ortolessia o come si chiama, poi sono tornato al caffè, o caffellatte che sia o latte macchiato, appena alzato. E subito dopo la spremuta: arance rosse, bionde, pompelmi, limoni — mi piace mixare, voglio sorprendermi.
Per esempio d’estate, quando le arance italiane non ci sono più, compro la spremuta nel brick di cartone, non ci posso rinunciare. E i pompelmi ahimè devo comprare— quelli agli antipodi, sudafricani, con quella roba spruzzata sopra per non farli invecchiare — li lavo bene e poi bevo il succo lo stesso. Pazienza.
È il succo della mattina. Non sono arrivato qui di botto: è una cosa che è maturata, e di cui ho preso consapevolezza da poco.
Ecco, questo post non ha un lieto fine. Non c’è una morale grande. Vi sto solo comunicando che io la mattina non posso più rinunciare al mio caffè e alla mia spremuta — e che da qualche parte nel mondo c’è qualcuno che li ha messi nello stesso bicchiere e ci ha fatto un business. Sarei curioso di sapere quanti ne vendono al giorno. E quanti come me, o come voi che mi state leggendo, vi fate insieme caffè+spremuta. Non ditelo a mia madre — dice che “fa acido”. Ma a cinquant'anni e passa, ho deciso che non è vero.
Nel prossimo capitolo parlerò di latte invece. Spoiler: non bevo latte di mucca. Ma questa è un’altra storia. Alla prossima.


